• 25th avril
    2013
  • 25

Le premier jour du reste de ma vie

Cette phrase, c’est une décision prise le 23/04/2010.
Le hasard à voulu que 3 ans plus tard ma vie allait changer, grâce à eux, grâce à vous.

Le 23/04/2013 c’était un peu le premier jour du reste de notre vie à tous.

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  • 03

Documentaire français de Marc-Aurèle Vecchione sorti le 12 juillet 2008.


Paris début 80 le mouvement Skinhead arrive en France, et s’apprête à défrayer la chronique pour la décennie à suivre, à coup de provocations et de crimes racistes. Des bandes se forment et se lancent dans une véritable guérilla urbaine pour contrer l’offensive fasciste. Ils sont les Red Warriors, les Ducky Boys ou les Ruddy Fox. Les jeunes parisiens vont les surnommer ” chasseurs de skin “. Leur motivation : combattre le fascisme et les actes racistes par tous les moyens nécessaires quitte à retourner contre leurs adversaires la violence qu’ils emploient. ANTIFA est non seulement l’histoire d’une culture, le mouvement skinhead mais aussi l’histoire des bandes qui ont créé un antifascisme autonome, urbain et ultra violent aujourd’hui reconnu partout en Europe. À travers des interviews exclusives, les membres des principales bandes antifa reviennent sur leur engagement et livrent leur témoignage sur la situation de la jeunesse des rues 20 ans auparavant. À l’aide d’archives exceptionnelles “ANTIFA ” porte un regard sur une période charnière, celle d’une génération entre la fin du rock et le début du rap, dont les maux étaient déjà annonciateurs des tentions urbaines d’aujourd’hui.”

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  • 04

Pagare per lavorare

Non sono qui per dirvi quanto è difficile trovare un impiego nell’Italia di oggi e spiegare i mesi difficili che ho passato prima di, finalmente, vedere un po’ di luce a settembre del 2012. Ma voglio condividere la mia ultima esperienza perché è stata pesante per me.

A settembre, dopo due colloqui che sono stati positivi, entro a far parte del team di una società che si occupa di informatica come assistente di direzione/assistente manager. È un lavoro che conosco, che ho già fatto e che mi piace.
La ditta è piccola e mi rendo conto velocemente che non ci sono più di dieci dipendenti come mi era stato detto, ma due dirigenti, tre dipendenti, quattro o cinque stagisti e alcuni collaboratori esterni.

Lo scopo è stato chiaro sin dall’inizio: vogliono farmi firmare un contratto di apprendistato. Questo contratto mi permetterà di avere un impiego per 36 mesi e permetterà all’azienda di pagare meno contributi (1,5% di contributi a carico dell’azienda per il primo anno, 3% per il secondo anno e 10% per il terzo anno) e di ricevere un contributo di 4700€ per la mia assuzione (progetto AMVA).

I dirigenti vogliono essere sicuri di voler avviare questo contratto con me e questo lo capisco, ma la richiesta di constributi per il progetto AMVA si può fare solo se non c’è stato nessun rapporto di lavoro tra le due parti.

Ci mettiamo daccordo per una collaborazione occasionale ma alla fine si tratta solo di lavoro in nero. Ero pagata in contanti e la ricevuta che firmavo era solo per tutelarsi di avermi dato i soldi.

Il mio stipendio è di 800€/mese per 40 ore di lavoro settimanale. Non faccio storie perché conosco la difficoltà di trovare un lavoro e il contratto dovrebbe essere firmato entro poco. Sin dall’inizio mi è stato chiesto di fare delle ricerche sul contratto di apprendisato: come deve essere scritto, a chi deve essere inviato, di quanto è il minimo legale per lo stipendio degli apprendisti e così accetto molto più facilmente di guadagnare 800€ per il momento perché so che durerà poco e che dopo potrò sperare uno stipendio lordo di 1300€.

Passano i giorni e il contratto non è ancora avviato ma mi promettono che sarà fatto entro poco per cui aspetto e finalmente, il 31 gennaio mi dicono che il contratto partirà dall’indomani. Piccolo particolare: non mi era ancora stato dato lo stipendio di gennaio né quello della seconda parte di dicembre (anche se nella seconda parte di dicembre ho lavorato solo 5 giorni perché ovviamente le mie ferie non erano retribuite)

Le condizioni del contratto che mi sono state proposte sono le seguenti:

  • contratto di 36 mesi come era previsto
  • un sesto livello (livello basso del CCNL Commercio)
  • lo stipendio minimo per questo livello è di 1297,98€ lordi ed arriviamo ad un netto di 1050€ (su per giù)
  • l’azienda non mi può pagare così tanto per cui mi daranno 900€ al mese (la busta paga sarà di 1050€ e pagherò i miei contributi sul lordo di 1297,98€)
  • lo stipendio di gennaio che aspettavo sarà un anticipo sui prossimi mesi di stipendio e sarà registrato così in contabilità
  • a partire dal mese di febbraio, riceverò 900€ netti di stipendio con la scusa dell’anticipo dato
  • appena lo stipendio di gennaio non basterà più a coprire la differenza tra lo stipendio netto che mi spetta e quello che ricevo realmente, dovrò restituire ogni mese 150€ all’azienda

Devo fare delle precisazioni:

  • la settimana prima mi era stato detto che il contratto sarebbe stato scritto e avviato dopo che ci fossimo messi d’accordo e non è stato così perché il contratto che mi è stato proposto il 31/01 era già stato deciso
  • l’azienda PUÒ pagarmi 1050€ (con i contributi e tutto) ma non VUOLE. So chi sono i clienti, il fatturato di ogni mese e so anche quello che i dirigenti prendono come stipendio e quello che si fanno pagare dall’azienda
  • la stessa proposta è stata fatta ad un ragazzo che ha lasciato perdere 3 mesi di stipendio che aspettava e ha accetato il gioco sporco

Dopo di aver riflettuto e parlato con I. ma anche con delle amiche e dopo di aver capito esattamente cosa mi era stato proposto, ho deciso di non accettare l’offerta e di lasciare immediatamente l’azienda.

Sono andata a pranzo, ho fatto qualche chiamata e ho parlato con I. (la mia decisione avrebbe avuto conseguenze anche per lei perché viviamo insieme) e sono risalita in ufficio, ho lasciato le chavi e me ne sono andata mandando una mail per spiegare che pensavo di poter aver fiducia in loro e che questa offerta era indecente e che non potevo accettare.

Ho deciso di non entrare in un sistema che mi fa schifo e da allora sto male. Non so cosa succederà domani, non so se riceverò mai il mio stipendio di gennaio, ho l’impressione di aver fatto una cosa brutta ma so che era una cosa giusta.